domenica 14 giugno 2009

Exégesis iPhonis

Tanti anni fa Nokia era un'azienda innovativa, che esprimeva idee interessanti attorno al secondo luogo che potevamo abitare oltre il web. Non era un luogo ricco come il web, ed era già stato ipotecato, in qualche modo, dal fallimento del WAP, ma era pur sempre un'alternativa al mondo fisico, ovvero, ancora, dal nostro punto di vista pur sempre abitabile. Come dicevo, così era fino a pochi anni fa, oppure ad un milione di anni, fa lo stesso. Mi ricordo che nel 2000, quando era diventato chiaro, da Assago a Cupertino, che sarebbe esploso il Nasdaq, con quello che ne sarebbe conseguito, altri amici ed io abbiamo iniziato a girare per capire cosa c'era dopo il web, e non poteva che essere il mobile web. E quel mondo non poteva per noi che essere accessibile con un Nokia, o forse un Ericsson, che allora aveva ancora un senso. Blackberry no, aveva un insuperato vantaggio sulle email, ma per il resto era da 'ufficio' per dire così. I telefoni che accedevano a DoCoMo erano un miraggio e gli altri devices avevano interfacce tremende, non li prendevamo neppure in considerazione. Non erano che telefoni.


Poi, l'iPhone. E il secondo mondo che avevamo provato a liberare tanti anni fa si manifesta, nonostante talvolta si decanti 'il prossimo' Blackberry o 'il nuovo' Nokia, che non sono e saranno che pallide imitazioni, mentre Android è patrimonio di übergeek malinconici e resta comunque intrappolato nella pelle di spaventosi HTC. Serve ben altro per inventare mondi, non ennesimi telefoni 'che fanno cose'.

1 commenti:

BraGiu ha detto...

Sicuramente un post che scatenerà la faida fra pro e contro... io lo trovo di una semplicità e di una pragmaticità illuminanti.
Complimenti sinceri.

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