Postilla a Click, tweet e Zyg
Nel post precedente si commentava un articolo di Bauman su Twitter apparso su D di Repubblica. In quell'articolo l'anziano studioso riconduceva la natura del network alle pulsioni narcisitiche dei suoi utilizzatori o poco più, mentre argomentavo che due direttrici di pensiero paravano sfuggirgli del tutto (la porosità dello schermo sulla rete; il narcisismo miscellaneo dei social network).

Riguardando il testo baumaniano vorrei ora aggiungere un pensiero apparentemente sconcertante: che, come accennavo, la sua critica funzionerebbe benissimo per i media tradizionali. La messa in pagina di D sconfigge, glamourizzandolo, ogni possibile messaggio, supera il testo originale e ci mostra Bauman, effige compresa, chiuso nel gioco un po' autistico e così moderno della vetrina di sé, quando sia per motivi biografici che accademici, non ne avrebbe alcun motivo (il che è anche una favola senza tempo sui bisogni e i desideri, i più insospettabili).
Quando Bauman trasforma il testo (Modus Vivendi. Inferno e utopia del mondo liquido) in un prodotto fashion (Lettere dal mondo liquido), allora sì che il tema dell'eclisse della morale si pone, verrebbe da pensare.
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D, Zygmunt Bauman


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